Christoph Hainz: Magic Mushroom
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| Data: | Giovedì 5 novembre |
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| Titolo: | Magic Mushroom - Montagne inebrianti |
| Relatore: | Christoph Hainz |
| Orario: | 18.00 – 19.30 |
| Sede: | Forum – sala Astra |
| Lingua: | tedesco |
| Ingresso: | 12 € |
„Magic Mushroom“, una composizione emozionante e artistica delle diverse varianti dell’alpinismo viste con gli occhi di uno scalatore eccezionale. In un’epoca in cui anche l’alpinismo si concentra sempre più sulla specializzazione, Christoph Hainz è uno degli ultimi allrounder che hanno realizzato il loro sogno di vivere l’alpinismo a fondo.
Christoph Hainz inizia la sua rassegna con la presentazione del suo luogo di nascita, un maso vecchio di 200 anni che sembra un museo nella valle Selva dei Molini in Alto Adige.
Entrato tardi nel mondo della scalata e dell’arrampicata, si è subito dedicato alle Dolomiti, che aveva davanti alla porta di casa. Nel corso degli anni vi completò circa trenta difficili prime ascese.
Dalla sua prima grande spedizione sullo Shivling (Gharwal Himal) con Hans Kammerlander, nel 1993 passa alla prima ascensione del Fitz Roy (Patagonia) in un tempo record di 9 ore, per poi presentare splendide immagini del suo primo big wall sul granito dell’ El Capitan, superato assieme a sua moglie.
Dopo i numerosi viaggi tra l’Australia e Città del Capo, Christoph Hainz è sempre felice di tornare a casa a Riscone / Alto Adige, per lui un’oasi di pace e un piccolo paradiso. È allo stesso tempo emozionante e avvincente per i suoi due bambini, per sua moglie e per lui stesso riuscire a tenere insieme famiglia, il lavoro di guida alpina e la vita da alpinista estremo. Nella rassegna si parla anche di questo.
Christoph Hainz inoltre si sofferma sulla nuove vie in paesi lontani. Dal paesaggio esotico delle Gole di Taglia nel Marocco dei Berberi passa alla Groenlandia, con immagini emozionanti che portano lo spettatore lungo pareti immacolate.
Scalate affascinanti e discese velocissime sugli sci e sullo snowboard nelle montagne dell’Alto Adige fanno venire voglia di neve.
Il capitolo conclusivo è dedicato alla parete nord dell’Eiger, che lo ha affascinato e sfidato diverse volte e in modi diversi: come guida alpina nella classica via Heckmair, in cui ogni settore è leggenda; nella sua salita in solitaria della stessa in 4 ore e mezza (salito all’attacco con la prima ferrovia a cremagliera e risceso con l’ultima corsa); all'apertura, nell'ottobre del 2007, di una via estrema lungo una linea perfetta, proprio sotto il fungo. Da questa prima salita deriva il titolo della conferenza.
Coordinazione traduzione simultanea:
Dott.ssa Leonora Bruno
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